Dicono di me

“Ho conosciuto personalmente Ivano tramite un collega, anche se la sua fama lo aveva preceduto, sui social non si faceva altro che parlare di lui e del suo metodo innovativo. In realtà, non amavo molto la pedicure come servizio, fino a quando ho iniziato a seguire gli insegnamenti del grande maestro, allora piano piano mi sono avvicinata a questo nuovo metodo, che definisco innovativo e geniale., permettendo a noi estetiste di eseguire il trattamento di indiscussa professionalità, senza taglienti, vietati dalla legge e dimezzando i tempi di esecuzione. Immediatamente mi sono attivata per frequentare il suo corso ed è stata subito magia. I suoi insegnamenti “under your skin”, hanno rivoluzionato il mondo dell’estetica e la cosa bella è che Ivano è sempre con noi, ogni giorno, ogni ora… non ci lascia mai e noi non lasciamo lui. Le clienti hanno molto apprezzato la nuova tecnica e quando arrivano a fine trattamento, poco prima del saldo, chiedono sempre anche la crema magica di Ivano“.

“Il nostro grande maestro ha ideato questo nuovo metodo che supera ogni aspettativa!”

 

Elisa d’Aiuto – Inn LINEA Benessere Estetica e Dimagrimento, Milano

Ho conosciuto la “Grande Anima” come lo definisco io, tramite il gruppo di Confestetica. Un giorno mi trovavo a Torino, avevo il suo contatto telefonico ma non lo avevo mai incontrato, quindi mi sono fatta coraggio e ho telefonato chiedendogli se era possibile incontrarci per un caffè. Con grande disponibilità mi rispose che stava partendo per un corso che avrebbe tenuto il giorno dopo ma che, se fossi arrivata in breve tempo avrebbe avuto piacere, ritardando la sua partenza di un’ora. Recandomi al suo Centro non ho potuto fare a meno di riflettere sulla sua grande disponibilità, in fin dei conti io ero una sconosciuta, perché ritardare i tempi del suo programma giornaliero? Arrivata all’appuntamento mi sono trovata davanti a lui e in due secondi mi sono sentita subito a mio agio, ero “a casa”. Mi ha fatto visitare il suo bellissimo Centro dove si respira aria di competenza e professionalità, e come due vecchi amici abbiamo bevuto il nostro caffè, dedicandomi ben più di un’ora del suo tempo. Qualcuno ha scritto che: “ Il regalo più grande che tu possa fare a qualcuno è il tuo tempo, perché quando regali a qualcuno il tuo tempo, regali un pezzo della tua vita che non tornerà più indietro”. Cosa rara che qualcuno dedichi del tempo ad uno sconosciuto, è questo che mi ha fatto capire che di lui ci si poteva fidare. Subito dopo ho frequentato il corso a tre livelli di Podocuria a Roma dove ho potuto apprendere il suo metodo caratterizzato da semplicità e velocità di esecuzione, spiegando nozioni a 360 gradi sul piede, questa magnifica parte anatomica del corpo così trascurata e a volte bistrattata ma tanto nobile, lui dice sempre “è il primo che si alza e l’ultimo che va a dormire”…questa frase racchiude una nobiltà d’animo, quella di Ivano. Benché io sia una docente di manicure e pedicure, ho avuto piacevoli conferme e arricchito il mio bagaglio di competenze nel frequentare il suo corso, sono dell’idea che la formazione non finisca mai e per questo se decido di frequentare un corso mi affido ai migliori e Ivano lo è. Sono stati quattro giorni fitti di nozioni spiegate con facilità di linguaggio. Lui non ti da soluzioni ma ti porta a riflettere (Riflettologia) per arrivare da sola a comprendere che tante problematiche, si possono risolvere lavorando sul somatico, a volte basta far parlare la cliente, o semplicemente portarla a ragionare sul fatto che sta calzando la scarpa sbagliata. Adottando questa condotta, le clienti, dopo qualche tentennamento, rimangono piacevolmente sorprese e ringraziano.
Ora, a distanza di tempo dalla mia frequenza al Corso di Podocuria, e dopo sua attenta valutazione, ho il grande onore di far parte del suo gruppo di Magister, professioniste del settore con l’arduo compito di coadiuvarlo portando il suo metodo Podocuria laddove lui non arriva. Arduo nel senso che siamo ben consapevoli di non essere Ivano con la sua pluridecennale esperienza ma, con grande umiltà, insegnamo il suo metodo portando un pezzetto della sua “anima”, una parte di quel pezzetto che ognuna di noi si è portata via dopo aver frequentato il suo Corso di Podocuria

“…sono dell’idea che la formazione non finisca mai e per questo se decido di frequentare un corso mi affido ai migliori e Ivano lo è.”

 

Antonella Siciliano – Formatrice Gruppo Magister, Lucca

Ero alla ricerca di una scuola/corso che potesse fornirmi maggiori competenze per quanto riguardava la pedicure dopo varie ricerche, tramite Facebook mi sono imbattuta in Ivano Burello e nel suo metodo, La podocuria.
Le modalità di spiegare in modo semplice ma professionale al tempo stesso.
Questo particolare metodo del dott. Burello ha differenziato il mio tipo di lavoro rispetto a quello che facevo da 20 anni a questa parte e rispetto alle colleghe della mia zona.
La clientela è entusiasta e nonostante l’aumento dei prezzi hanno saputo apprezzare la mia professionalità.

“Le modalità di spiegare in modo semplice ma professionale al tempo stesso.”

 

MELISSA SACCO, titolare di “Melissa Istituto di bellezza” a Udine.

 

Collaborazioni Passate e Recenti

Rassegna stampa

Quattrocento pesciolini per una pedicure perfetta*

Il podologo degli juventini importa a Torino una tecnica orientale.

 

A New York e Los Angeles vanno fortissimo, in Oriente li utilizzano da centinaia di anni. Ma l’incredibile è che per una volta non sei tu a mangiare loro, magari fritti, sono loro invece che si cibano di te. Crudo. Sono i Garra Rufa, pesciolini capaci di farti la pedicure: metti i piedi a mollo in una vasca e loro arrivano a eseguire in pochi minuti un lavoro perfetto.
Sono piccolissimi, appartengono alla famiglia delle Carpe, non hanno denti, ma labbra forti e uno stomaco di ferro. Solleticano appena e, mentre mordicchiano le pellicine morte e secche di cui si nutrono, riescono a strapparti ben più di un sorriso.

È approdata anche a Torino, ma ufficialmente partirà il 21 settembre, quella che in Occidente è davvero l’ultima moda nel campo dell’estetica: si chiama “Doctor Fish” ed è un nuovo trattamento di bellezza, ma anche curativo, offerto dal “Piedificio e Manificio” sotto i portici di piazza Statuto 11. Lo propone Ivano Burello, podologo di fama internazionale, nelle cui mani passano i piedi dei calciatori juventini. Ideatore di tecniche insegnate in tutto il mondo, ora nel centro estetico all’angolo con via Passalacqua ha da poco creato una vasca di circa tre metri con oltre 400 pesciolini pronti ad aiutarlo nel suo lavoro: “Mi sono innamorato di questa tecnica 20 anni fa in Turchia, era il mio sogno portarla a Torino.

I pesciolini sono fantastici, si nutrono delle pelli morte o secche ma nello stesso tempo aiutano la circolazione perché stimolano con le labbra i punti 

 

dell’agopuntura. L’effetto è di benessere immediato, anche perché nella loro saliva c’è un enzima che rigenera la pelle”. Il trattamento dura 20 minuti e costa 35 euro: “Il prezzo è popolare, si colloca a metà tra i 15 euro che si spendono in Thailandia e i 50 dollari della California. Ma soprattutto a beneficiarne possono essere anche coloro che hanno malattie della pelle come psoriasi ed eczemi: oltre a fare un peeling naturale e alla perfezione hanno senz’altro un potere curativo, rilassante e di benessere assicurato”.

*Le Repubblica Torino, 27 Febbraio 2017

 

Come nasce Labio Cosmetici, eccellenza italiana: intervista al dr Burello.*

“Conversare con il dottor Ivano Burello ti lascia una sensazione strana, ma intensa. Laureato in podologia, gli è stata poi conferita una seconda laurea honoris Causa in scienze biomediche. È professore: insegna una tecnica di sua invenzione, la podocuria. Ma il dottor Burello non ha nessun tratto distintivo dell’accademico tradizionale.

Mentre parli con lui, la mente vaga in una radura della foresta Amazzonica, davanti a un fuoco acceso e le stelle a decorare la volta del cielo: è uno sciamano che parla, uno stregone. Ma che ha saputo coniugare la sua preparazione scientifica con l’antica sapienza delle nonne italiane, degli aborigeni, degli indios. Per realizzare prodotti unici al mondo.

Ivano Burello è il fondatore di Labio Cosmetici, dove crea prodotti per la cura dei piedi, per la pelle, per le mani, che hanno il sapore e i colori dei luoghi che ha visitato. Fin da ragazzo ha visitato le tribù più remote per comprendere come si prendono cura di quel “motore perfetto” che sono i nostri piedi. La storia di Labio Cosmetici è la storia di prodotti creati “con e per l’anima”, e non solo a fini commerciali. Una storia nata con un investimento di 5mila lire, qualche dura prova da superare e una passione indomita a cui attingere per continuare a camminare.

Figlio d’arte La storia di Labio parte da lontano. A cavallo tra gli anni ’70 e ’80, Burello, laureato in podologia, esercita la propria professione. Ma si definisce anche “figlio d’arte”: «Sono estetista, come mia madre prima di me». Un passaggio fondamentale per la sua formazione. Perché, spiega, “la cura dei piedi nasce con le estetiste: all’università nessuno ti insegna come tenere un bisturi o tagliare un’unghia incarnita”.

Esercitando la propria professione, si rende conto di aver bisogno di creme per la cura dei piedi che non riesce a trovare sul mercato. E allora chiede alla nonna paterna. “I nostri nonni, i nostri avi sono i nostri grandi maestri”, spiega. Si fa raccontare di come, sbattendo insieme olio e limone, si ottenga un unguento utile per alleviare la secchezza del piede.

Un rimedio tramandato dalla sua bisnonna. Proseguendo negli anni, Burello si rende conto di aver bisogno di un altro prodotto. Poi di un altro e di un altro ancora. Fino a raggiungere la quota di 4 rimedi ideati e realizzati in proprio: «A questo punto, decido di fondare una società per proporre creme, spray e unguenti che io uso con efficacia nel mio lavoro quotidiano. La prima azienda la chiamo congiungendo i nomi delle mie due figlie.

A loro “dedico” anche due prodotti della linea: la crema Reby, da Rebecca, e lo spray Otto, da Ottavia. Una mattina, faccio un investimento di 5mila lire per “promuovermi”: invio fax e lettere, la posta di una volta, quella francobollata. Di notte mi cercavo i potenziali clienti – centri di bellezza, estetisti – sulle Pagine Gialle e poi mi presentavo. Di persona, o al telefono». I 5 continenti in una crema Con il cambio di nome a Labio Cosmetici, l’azienda di Burello assume un respiro internazionale. E ai rimedi ‘della nonna’, il dottore comincia ad aggiungere erbe, medicamenti, spezie che ha scoperto in lande lontane: «Dico sempre che la mia più grande sfiga è stata la mia più grande fortuna: quando i miei amici andavano in discoteca, io me ne andavo in libreria. Quando loro andavano in vacanza a Rimini, io partivo per la jungla, per la foresta Amazzonica o andavo in Africa a studiare le tribù locali. Volevo riuscire a guardare i piedi nel loro stato libero».

Burello spiega che è una tradizione europea quella di mettere i piedi nelle scarpe, mentre nelle tribù che lui studiava, tutti camminavano scalzi. E di conseguenza conoscevano i rimedi naturali migliori per dare sollievo a quelli che il dottore chiama “il nostro motore”: «Da questa osservazione sono venute fuori tante idee: ogni stregone mi diceva la sua sui propri medicamenti. Da questo studio, ho scelto i prodotti, le erbe e i frutti, che gli sciamani utilizzavano, per creare nuove linee per il mio brand».

Da qui l’idea anche di una crema speciale che abbracciasse nella sua essenza tutto il globo: «Nella mia Shibeba ci ho messo dentro tutti e 5 i continenti. È il mio prodotto più caro e infatti è una vera e propria follia: costa 300 dollari, non la compra nessuno. Ma io non creo prodotti per il puro commercio: ci ho messo tutta la mia passione. Dietro c’è un romanzo, per cui non basta un’intervista per descrivere tutto quello che ci ho messo dentro!».

Ma Burello non abbandona l’idea di utilizzare i prodotti delle nostre sagge nonne. Nello spray Orinoco “ci ho messo le foglie d’edera, perché le vedevo nelle ciabatte delle vecchiette. Quando gli chiedevo perché, loro mi rispondevano “perché disinfiamma”. E allora l’ho usata anche io”. Dopo un viaggio a Stromboli, scopre la pietra pomice, “una pietra magica, che le donne utilizzano da centinaia di anni per levigare mani e dita. Io l’ho micronizzata e ci ho aggiunto timo, pioppo nero e menta acquatica, per creare un peeling unico al mondo, che non si risciacqua”. L’incontro con Joykos Il prodotto c’è. Manca però una rete commerciale che sia in grado di distribuirlo capillarmente.

Abbiamo accennato all’impegno del dottore, che andava a caccia di clienti sulle Pagine Gialle, inviando cataloghi per posta: «Sono quasi solo, in pratica: non ho rappresentanti che vadano in giro a presentare il prodotto. Facciamo tutto in casa, io e il mio socio, Flavio. Faccio il rappresentante di me stesso!».

A questo si aggiunge un buon canale di comunicazione che sono i corsi di formazione su una tecnica particolare: la podocuria. Inventata 42 anni fa dallo stesso Burello, ancora oggi è all’avanguardia, perché mette insieme le competenze della podologia, a cui si affianca la più classica delle pedicure.

Da due anni, la presenta in giro per l’Italia alle estetiste. Ma non chiamatela professione: «Io la considero come un’arte, come modo per interpretare il piede, alleviandone problemi e dolori. Durante i corsi ho l’occasione di parlare anche delle mie “creature”». In questo modo, il fatturato raddoppia, in circa due anni. Ma non basta, perché “il percorso è ancora troppo lento: come dicevo, sono solo. E girare una città d’Italia per volta, parlando a 10/12 estetiste non è una gran rete commerciale”. Qui entra in gioco Joykos. I due fondatori, Joyce e Alekos, si presentano al dottore, mostrandogli la piattaforma che hanno ideato e le sue feature.

Ma Burello non vuole saperne di capire come funziona: è già convinto dalla passione con cui ne parlano: «Appena li ho incontrati, mi sono subito fidato. Ho in loro una fiducia spietata: ho deciso di affidarmi a Joykos a scatola chiusa. Ho poi compreso l’utilità del loro sistema nel tempo. E oggi posso dire che sta funzionando. In cosa lo trovo utile? Di certo ha semplificato la gestione: una volta che i miei clienti si sono iscritti, ho potuto gestire le vendite al dettaglio e all’ingrosso, associando listini diversi, pensati per ciascuno di loro. Ma poi ha semplificato la comunicazione: se pensate che fino a qualche mese fa ancora spedivo lettere con i francobolli e oggi so cosa è una chat e una newsletter!». Superare gli ostacoli Labio Cosmetici arriva oggi nei centri bellezza di mezza Italia e non solo: Shibeba e gli altri prodotti possono esser trovati fino a Dubai.

Ma non è stato tutto in discesa. Perché, spiega, “dove c’è burocrazia, dove ci sono tasse, dove di mezzo c’è lo Stato, tutto si complica, tutto diventa più difficile. Quando ci si scontra con le istituzioni, è tutto in salita”. Come quella volta, racconta, che “i NAS mi hanno sequestrato tutte le creme che avevo in istituto: ero stato denunciato perché, da podologo, per etica professionale, non avrei potuto produrre e vendere creme.

Ma il giudice mi ha dato ragione: anche perché io non mi riconosco come podologo, non mi spaccio come tale”. Come si affrontano simili ostacoli? Con determinazione, ma anche con gioia: «Quando ci sono voglia d’intraprendere, allegria, passione, tutto diventa in discesa. Anche i muri, che si parano davanti, non li vedi più come un problema: l’ostacolo lo salti. O lo distruggi: prendi la rincorsa e lo butti giù. E la spalla con cui ci riesci è la tua passione».”

 

*Intervista pubblicata su joykos.com

In piazza statuto si rifanno i piedi*

O mamma, c’ è un piedificio a Torino. Si presenta con l’ iniziale maiuscola: Piedificio. Un luogo dove fanno i piedi, dove li rifanno, forse. Ci sono i panifici, i salumifici e ci sono pure i piedifici. Non è un’ invenzione, né un’ illusione.

Scorgi l’ insegna e non ci credi, questo è possibile. Forse una svista, sei sovrappensiero. Un passo indietro, torni a girare la testa e leggi, sillabando per essere sicuro: Pie-di-fi-cio. Che poi è anche un Manificio. Sulla porta un cartello declama: «Per i piedi un dovere~ per le mani un piacere». Ma non basta: il Piedificio e Manificio, è anche Solificio (puoi pensare che faccia sole, cioè fregature, o suole per le scarpe, che sono pur sempre attrezzi per i piedi, oppure che abbronzi, fungendo da sole inteso come stella luminosa).

Per non farsi mancare nulla, poi, il Piedificio, Manificio, Solificio, è anche Corpificio: dunque, fa corpi, li rimodella come fossero vasi d’ argilla o ceramiche. Infine, ultimo ma non certamente meno importante, il Piedificio, Manificio, Solificio, Corpificio, è anche Epilificio: estirpa i peli superflui; si presenta come il luogo dove i peli vengono matati, annientati, divelti. Ce n’ è abbastanza perché uno si fermi fra l’ ammirato e il costernato. Come i funghi sotto gli alberi, questa alzata d’ ingegno in forma di negozio dai colori e dalle insegne brillanti è cresciuta sotto i portici. In piazza Statuto, all’ 11/a, due vetrine catturano i passanti. Altre cinque si allungano in via Passalacqua. Più che vetrine, sembrano pergamene srotolate e affisse ai muri. Sembrano editti, avvisi ai cittadini.

Quel che trovate da leggere è una serie di nutriti elenchi che stanno a metà fra Bouvard e Pécuchet e Gargantua e Pantagruel, tra Flaubert e Rabelais. Come epilificio, il negozio offre anamnesi computerizzata, normalizzazione cutanea, protocolli per l’ uomo, formulazioni esclusive, monitoraggio fotografico. E ancora: podocuria, curetage, french permanente, rieducazione ungueale, massaggi e bagni di paraffina, onicotecnica, ricostruzioni in gel ISO9001, smalti oleodinamici, applicazione piercing dentali, decorazioni Swarovsky, light tatoo e fitocosmesi avanzata. Magari non subito, ma è garantito che a un certo punto vi sfugge una reazione tipo: Dio ci scampi e liberi da peli, corpi, sole, piedi e mani. O anche, semplicemente: ommi signor.

*La Repubblica, 1 Novembre 2008

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